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Il Fiore

All’apice del fusto si trova il fiore, singolo, con 6-8 sepali simili a petali, il colore che può variare dal blu-viola, al rosso scarlatto, al bianco rosato. Al centro si trova un appariscente ciuffo di stami di color nero violaceo brillante che circonda una specie di cupoletta tondeggiante, l’insieme dei pistilli. E’ una pianta perenne con gemme inserite su organi sotterranei, dotata di rizomi piccoli, scuri e rugosi. I frutti sono piccoli acheni ricoperti di peluria che vengono dispersi dal vento.

Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae è pianta di accertata tossicità

La bellezza di questi fiori è stata in passato motivo di diffusione da parte dell'uomo che l'ha coltivata nella sua molteplice varietà, sia nei giardini che come fiore da taglio.

A causa di raccolta sconsiderata e quindi di rarefazione nel territorio ne è vietata la raccolta.

Estate per te, fa' ch'io sia

Emily Dickinson

Quando i giorni d'Estate si saranno involati!

La tua musica anche, quando il Caprimulgo

E l'Oriolo - saranno andati!

 

Per sbocciare per te, sfuggirò alla tomba

E sopra vi spargerò la mia fioritura!

Ti prego coglimi -

Anemone -

Il tuo fiore - per sempre!

 

 

Anemone coronaria L.

Anemone coronaria L.

 A volte le parole non bastano a descrivere la bellezza della natura nella perfezione rappresentata dall’anemone coronaria, un fiore blu viola, una bulbosa che s’innalza maestosa verso il cielo per esser baciata dal vento, tanto da far litigare i due venti Zefiro e Borea. Ovidio nella sua metamorfosi, narra che fu Venere a far nascere il fiore Anemone, anemos, che dal greco significa: “vento”. 

Cresce sui terreni collinari argillosi e calcarei, preferisce luoghi freschi a ridosso delle macchie boschive, tra i pascoli e negli oliveti, da gennaio fino ad aprile. I fiori in tutta la loro bellezza, danzano, gli anemoni spettinati dal vento, nella brevità della loro fioritura.

Il nome coronaria s’ispira alla corona di stami e pistilli al centro della corolla, o dal ciuffo delle brattee poste lungo il filiforme fusto. Plinio il Vecchio identificava col “sostantivo coronaria” colei che realizza corone e ghirlande di fiori, e cioé la fioraia, quindi tale nome usato come epiteto sta semplicemente ad indicare che questo anemone veniva coltivato e venduto a scopi ornamentali, già dai tempi dell'antica Roma.

Si pensa che la pianta sia stata importata secoli fa dall’Asia Minore, e da lì poi si sia naturalizzata nelle zone mediterranee, sembra che la coltivassero anche gli Etruschi. L’anemone, quindi, sfuggita casualmente alle coltivazioni e per le mutate condizioni storiche, si sarebbe propagata in molte delle regioni mediterranee.