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video di: marieeiramaimer

Cocomero asinino

Cocomero asinino

Piante estive  regine delle nostre cucine; le cucurbitacee ci piace cucinarle  in tutte le salse. Diffuse in tutto il bacino del mediterraneo, originarie dai paesi tropicali; ampiamente  coltivate sono una risorsa economica, per il grande e piccolo orto.  La più succosa e dolce è il cocomero, lo troviamo con facilità in vendita nei chioschi sulle spiagge e ai bordi delle strade, pronto a dissetarci dalla calura estiva. Le zucchine crude o cotte, restano un piatto fresco e dietetico,  si accompagnano a  insalate di pomodoro e sono buone per fare  grandi frittate,  molto buono è anche il carpaccio dove mantengono inalterate le proprietà minerali. La pianta ha fusti e rami vuoti e deboli, le  foglie  sono ruvide e alterne, i viticci sono striscianti e rampicanti. Altra caratteristica  sono i fiori gamopetali (cioè con i petali uniti tra loro), le cui corolle è a forma di stella. Il nome deriva da "corb", una parola della lingua sanscrita che significa "attorcigliarsi", "strisciare".

Il cocomero asinino

Una delle cucurbitacea meno conosciute è la pianta del cocomero asinino (Ecballium elaterium (L.) A. Rich.). Essa si differenzia perchè non è commestibile ma tossica; il suo nome botanico deriva dai termini greci "έκτο"= al di fuori, e "βάλλω"= lanciare,  fa riferimento ad una particolarità dei frutti che  hanno la forma di un piccolo cocomero spinoso, ovvero di una bacca pendula irsuta di forma ovale delle dimensioni di 3/4 cm, pianta monoica perenne rampicante, si caratterizza da una grossa radice carnosa.

Lo chiamano anche “sputa veleno, elaterio e schizzetti” e molti altri nomi ancora. E’ una bacca ovoide detta peponide caratterizzata da una pressione che si sviluppa all’interno dei frutti, una pressione idraulica che a maturazione del frutto "spara violentemente i semi”. Quando il frutto è maturo il liquido all’interno aumenta di pressione e il peduncolo che fa da tappo salta e lancia i semi insieme ad una sostanza mucillaginosa  ad una velocità da raggiungere i 3 metri di distanza. A differenza delle cucurbitacee commestibili, il cocomero asinino fiorisce da aprile a settembre su terreni incolti, aridi, sassosi, macerie e  preferisce  zone costiere come le dune lungo le spiagge, non è raro incontrarlo anche in città.

Il frutto contiene l'elaterina, una sostanza assolutamente tossica. Mangiarla può causare fastidiose infiammazioni all'interno della bocca e seri disturbi gastrointestinali, anche un semplice contatto agli occhi e può provocare, irritazioni. Era usato fin dai tempi antichi dagli Egizi, dai Romani e dai Greci, come purgante. I seguaci di Ippocrate ne utilizzavano le radici e le foglie; Teofrasto di Ereso ne consigliava  soprattutto il succo.  L'uso della radice si usava un tempo per i reumatismi e per combattere la scabbia delle pecore. La polpa di questo frutto è impiegata in veterinaria per il suo effetto purgante.

Nella memoria dei giochi  che si facevano nella calura estiva della campagna; i bambini erano soliti spararsi addosso  i frutti del cocomero asinino, semi e mucillaggine spesso arrivavano negli occhi. Quando succedeva si correva a lavarsi il viso, nel tentativo di evitare le fastidiose irritazioni che il liquido provocava, mentre i compagni ridevano divertiti!