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erbe spontanee in città

erbe spontanee in città

Prestiamo poca attenzione alle erbacce e ai fiori spontanei, siamo tanto distratti e andiamo di fretta, da non accorgersi della loro bellezza!

Delle piante spontanee, ne hanno parlato illustri “Giardinieri” come Robinson Williams con il suo libro:“Il giardino naturale” e Gilles Clement con “Elogio delle vagabonde” e le hanno elette regine del giardino.

    

Le piante infestanti come a molti piace chiamarle, sono ancora la garanzia della conservazione della biodiversità; questo significa che la diversità di tutti gli esseri viventi e non, in un sistema ciclico biologico, contribuiscono alla vita stessa.

Nel libro “Il giardino naturale” Robinson Williams, racconta di piante spontanee e ne fa un giardino naturale, lui ha il merito di non aver considerato un luogo d’origine prestabilito per una pianta, ma ogni pianta è in armonia in ogni luogo e ogni luogo è adatto, “le piante rustiche sono le ben venute per ottenere un incantevole giardino”.

     

Nel “Elogio delle vagabonde” scrive Gilles Clement, i semi delle piante e dei fiori, si spostano trasportati dal vento, dagli uccelli e da ogni cosa che si muove, anche dalle nostre scarpe usate come veicoli, contribuiscono alla nascita di  piante spontanee.           “Le piante viaggiano e per viaggiare usano qualsiasi mezzo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sorprendiamo nel trovare piante nate ovunque, sopra i monumenti, i muri e ci chiediamo come sia possibile che una pianta sia nata lì. Piccoli semi trasportati insieme alla polvere di terriccio, dimorano per poi far nascere fiori spontanei in posti incredibili e inaspettati, riuscendo a sopravvivere in ogni stagione.

    

Sui vecchi muri, troviamo il Grispino sfrangiato, giallo come il sole, oltre all’infestante pianta della parietaria che si annida tra le fessure del marmo sui monumenti. Nota fin dai tempi antichi per le sue proprietà diuretiche e depurative.        Oggi famosa a causa di una delle più comuni forme di allergia primaverili.

Il fiore Antirrhinum majus, o bocca di leone un fiore cespuglioso, colora di fuxia le vecchie mura di cinta delle città e sull’argine del fiume.

  

In alto sulla vecchia ciminiera del mattatoio, piante spontanee, secche dal sole e dal vento, come la Rucola selvatica, insieme al Grispino sfrangiato, disegnano una chioma rada.

  

Centranthus ruber o valeriana rossa, svetta sul cornicione della vecchia cella frigorifera, del mattatoio, un cespuglio che ha invaso l’impianto refrigerante. Attribuivano a questa pianta poteri magici, le sue radici polverizzate, erano usate per proteggere la casa dai fulmini e le sue foglie erano usate per placare gli animi nei litigi amorosi.

Non facciamo mai caso a queste piante che crescono spontanee senza che nessuno le curi, semi depositati dal vento, da insetti o da uccelli, in città o nei prati ci regalano la rara bellezza della spontaneità. Non ha importanza conoscerne il nome  è importante che ci siano.