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I LIBRI DI LOUISA JONES

LOUISA JONES I giardini in Provenza

 LOUISA JONES I giardini in Provenza

I giardini in Provenza non sono solo belle immagini ma una tradizione di vita che nel tempo si è evoluta. Oltre la bellezza per gli occhi, nei giardini di Provenza ci sono anche i profumi inebrianti, ombra rinfrescante e un piacevole godimento di una delizia per ogni stagione, una cucina leggera basata su i prodotti freschi ... dall’orto-giardino.

Sia apre con queste parole il sito di                     Louisa Jones   www.louisajones.fr/

Canadese di nascita, innamorata della Francia, dal 1960 ancora studente.

Professore di letteratura francese e di storia dell'arte, presso l'Università di Washington a Seattle.

Nel 1975 insieme al marito compra una casa colonica con giardino dove oggi vivono. Con entusiasmo, studia la storia e i costumi locali; insieme ai suoi studenti, inizia a visitare i giardini nella zona di Avignone, visitando più di 200 giardini per il suo primo libro.  “Sapevo che i Romani avevano lasciato il segno del loro passaggio su quasi tutto il territorio della Provenza e che erano stati grandi giardinieri". 

 In questi anni Louisa Jones ha scritto più di 30 libri sui giardini Mediterranei, con particolare attenzione a quelli Provenzali.    Il suo ultimo: Mediterranean Landscape Design: Vernacular Contemporary,  racconta e illustra attraverso le foto del fotografo di giardini Clive Nichols, una nuova visione del giardino come collegamento delle differenze culturali nel mediterraneo. Louisa Jones, in quasi 40 anni di ricerca, collega la diversità culturale tra passato e futuro e un equilibrio naturale che essa stessa ha scoperto nei suoi giardini, osservando il luogo partendo dal clima, la flora e la fauna, l’architettura e l’uso del suolo.

Fiori&Forchette l'ha intervistata alla vigilia della " Australian Landscape Conference" il 20-24 settembre 2013 a Melbourne dal tema "Design for the future" dove racconterà del Giardino Mediterraneo. www.landscapeconference.com/

F&F - Quest’anno la medaglia d'oro la Royal Horticultural Society è stata assegnata al M&G Centenary Garden, un giardino creato da Roger Platts che fonde tradizione e moderno, con una particolare  vista di un giardino storico, con piante utilizzate già dal inizio Novecento come il rododendro, l’agrifoglio e l’alloro. Il ritorno di un giardino dove i profumi si fondono tra cultura e tradizione del mediterraneo?

Noto pertanto che c'è un ritorno al giardino produttivo sia a Parigi che in Gran Bretagna, Il pubblico sembra pronto a considerare un nuovo matrimonio tra il bello e l'utile. Penso che questo connubio (matrimonio) non si sia mai perso nel Mediterraneo. Nel mio recente libro  MANIFESTO POUR IL GIARDINO MEDITERRANEO, difendo la vecchia tradizione del giardino multiplo, che dà piacere e serve a molte cose, compresa la gestione del clima, Questo libro è disponibile in francese da 2 anni e in inglese a partire da settembre.

F&F -Fugherà questo il dibattito che negli ultimi anni, vede nella progettazione paesaggistica moderna l’ uso di vegetazione autoctona mista a l’uso di vegetazione esotica in strutture urbane, quali giardini verticali tetti verdi ecc commistione tanto amata dagli architetti paesaggisti?

Questo dibattito è spesso mal compreso e frivolo (futile), vedi il lavoro d' Olivier Filippi e di James Aronson. Non si può parlare molto di autoctoni nel mondo mediterraneo, dove le piante hanno viaggiato e dimorato sin dalla preistoria. Bisogna pensare al comportamento delle specie anzi che alle loro origini, lo stesso vale per la fauna, come il cinghiale ad esempio.

F&F -Si percepisce il bisogno di tornare all’uso di una natura semplice e comune, attraverso il rispetto della tradizione del passato? vedi il successo a Roma lo scorso anno nella la ricostruzione di “Hortus ” dentro il Palatino.

Bisogna creare il futuro con l’esempio dal passato, ma non tornare indietro. Mi sembra che già si faccia molto. Dalla 4° di copertina del mio Mediterranean Landscape Design: Vernacular Contemporary :

« Il giardino mediterraneo, nato da una vecchia logica contadina, è molto di più di un semplice giardino di piacere: risponde a molteplici bisogni e offre piaceri diversi in ogni stagione. Era frugale e produttivo; diventa ecologico, ghiotto (goloso), creativo, partecipativo. Permette di vivere in buona armonia con la terra, senza falsi decori o consumismo sfrenato. Soprattutto testimonia il felice sodalizio (alleanza) tra l'uomo e la terra che dura da millenni. Come  la cucina mediterranea, anch'essa nata da pratiche popolari,  imitata in ogni angolo della terra senza per questo aver perso le sue qualità o la sua diversità, anche il giardino mediterraneo si è adattato ai bisogni del nostro tempo. Ridiamogli il posto che merita, nella sua regione d'origine, ma anche al di là delle sponde del Mediterraneo. Tesi che difende Luoisa Jones nel suo libro ».

F&F - Sarà la fotografia l’elemento testimone e precursore di questa necessità di cambiamento, di semplicità e di ritorno al rispetto del territorio e dell’ambiente naturale? Una bellezza oggi svanita, al sapore di finto, modificato e apparente?

Non capisco bene il suo pensiero su questo punto. Ma la fotografia, dalla quale personalmente dipendo molto, avrebbe piuttosto la tendenza a limitarci la visuale ben inquadrata (incorniciato). La foto fissa il momento. Il giardino attuale si muove, sprigiona odori, brulica di vita, occorre guardarlo cambiare ed apprezzare i dettagli che ci circondano con tutti i sensi, non soltanto con gli occhi.

F&F - La bellezza percepita e rappresentata nel suo libro attraverso la fotografia di Clive Nichols, sono e resteranno nel tempo un patrimonio di cultura e tradizione per l’umanità, l’uomo ha perso per primo il significato di bello, poi il rispetto della natura e quindi il rispetto per se stesso? 

Siamo meno pessimisti! Questi artisti affermano il contrario, il posto dell'uomo è nella natura, ne integra la bellezza, attraverso la sua diretta partecipazione.

Louisa Jones

 Louisa Jones – Nel suo libro 

Mediterranean Landscape Design: Vernacular Contemporary, racconta e rappresenta, il giardino di tutti. Un giardino che attraversa la storia del Mediterraneo e fonda le sue radici lontane nel tempo, dalla Grecia, all'Italia , la Spagna, il Marocco e la Francia. La Provenza sua terra di adozione, oltre ad essere testimone di questo giardino, da sempre ha saputo tradurre l’arte del giardinaggio nel più alto esempio d’armonia tra l’uomo e natura, integrandola nella vita di tutti i giorni, insegnando quante sono le risorse del giardino ad uso dell’uomo e a suo beneficio. Il Giardino di Provenza, tra il profumo della lavanda, il sapore dell’uva rampicate, tra le siepi di rosmarino, viottoli fioriti, imprime così l’immagine delle fragranze intensamente mediterranee. Il giardiniere sapientemente, nel rispetto della natura sposa la semplicità odorosa delle aromatiche, agli arbusti della bellezza della rosa centifoglia.

Fiori&Forchette ringrazia Louisa Jones per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista il 3 Agosto 2013

www.fiori-forchette.com