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La Ricetta

 

• 6 uova

• 200 g di zucchero

• 150 g di semolino

• 200 g di mandorle tritate

• 2 cucchiai di liquore tipo Amaretto di Saronno

• 1 limone

• 60 ml di olio.

 

La glassa di cioccolato

• 200 g di cioccolato fondente

• 20 g di burro

Si prepara:

Separate i tuorli dagli albumi e metteteli in due ciotole diverse.

Iniziate a montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso e chiaro.

A questo punto unite le mandorle, il semolino, la buccia grattugiata del limone, l’olio, il liquore. Montate gli albumi a neve e poi incorporateli delicatamente al composto mescolando dall’alto al basso.

Imburrate e infarinate uno stampo a cupola, che è tipico di questo dolce,e cuocete in forno caldo a 160° per 40-45 minuti.

Il dolce sarà cotto quando, inserendo uno stecchino al centro, lo ritirate asciutto.

Ritirate il parrozzo, lasciatelo intiepidire per 10 minuti e poi, con delicatezza, capovolgetelo su una griglia da forno e fatelo raffreddare.

Preparate la glassa: in un tegamino posto a bagnomaria lasciate fondere burro e cioccolato, quindi spalmate il composto sulla superficie del dolce e lasciate raffreddare.

Ricetta Cucchiaino d’argento

 

Il Parrozzo tipico dolce d'Abruzzo

Il Parrozzo tipico dolce d'Abruzzo

La nuova rubrica su Fiori&Forchette è dedicata ai dolci antichi. I dolci nati dalla tradizione popolare che rappresentano il lieto momento finale del pasto, per soddisfare e riappacificare tutti i commensali.

Il dolce è uno dei cinque gusti, una delle sensazioni più piacevoli, la più alta tra i gusti fondamentali. Il sapore si percepisce dentro la nostra bocca attraverso le gemme gustative situate sulle papille; tale percezione arriva al cervello per stimolare un’emozione, tuttavia, sono molti i livelli di percezione del gusto dolce, e variano da persona a persona. 

Un momento di vera gioia è rappresentato dal “Parrozzo”, tipico dolce della pasticceria abruzzese legato alle tradizioni del Natale. Il Parrozzo, nasce a Pescara nel 1919, per mano di Luigi D’Amico, titolare di un laboratorio di pasticceria. Detto “Pan rozzo” rappresenta nella tradizione dolciaria abruzzese un’antica ricetta, fatta col latte delle greggi profumato di timo e di menta insieme alle mandorle della montagna: un pane rustico, dalla forma a pagnotta sferica, preparata con la farina di granoturco; un pane che si conservava per giorni. 

Luigi D’Amico diede al suo dolce la forma del pane e per il colore giallo usò le uova, aggiungendo la farina di mandorle, la crosta dorata del pane la sostituì con la cioccolata, un perfetto connubio di mandorle e cioccolato con un sottile retrogusto d’agrumi.           La prima persona alla quale Luigi D’Amico fece assaggiare il parrozzo fu Gabriele d'Annunzio, che, estasiato dal nuovo dolce, scrisse: È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”. 

Gabriele D' Annunzio