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Alcune ricette

In cucina le foglie e i getti giovani possono essere consumati in insalata, ma conviene mescolarli con altre verdure per nasconderne il gusto forte e non sempre gradito, o cotti come verdura. Le capsule acerbe possono essere aggiunte all'insalata. I suoi rami più giovani cotti e conditi con olio, sale e aceto o limone, possono essere usati come contorno o entrare nella preparazione del minestrone. Quest'erba può essere usata anche come ingrediente per la farcia di ravioli, nelle polpette e per cucinare gustose frittate. Ottimi sono i risotti con la malva, i fiori possono essere fritti in pastella. In Egitto la malva è ingrediente di un piatto nazionale, pasto comune dei contadini, la melokia. E’ anche un’ottima mellifera.

FRITTATA DI MALVA

Lessare poca malva

3 uova

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di semi di ssesamo

olio evo

sale e pepe

La tenere foglie di malva vanno prima di tutto lavate e poi sbollentate, strizzandole a mano le sentirete scivolose e questo è dovuto alle mucillagini che la malva contiene. Non preoccupatevi. Una volta leggermente strizzate fatele asciugare in una padella insieme ad un cucchiaio di olio evo ed uno spicchio d’aglio. Una volta asciutta ed insaporita, toglierla dal fuoco e tritarla un poco. In una ciotola sbattete le uova con sale, pepe e i semi di sesamo, unire la malva tritata dopodichè scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio evo, versarvi il composto e cuocere la frittata, tenendo per i primi minuti il fuoco vivo, dopodichè abbassandolo al minimo, una volta rappresa, girarla sull’altro lato, far cuocere qualche minuto ed è pronta.

Di Antonella Bellanca una ricetta con la malva che arriva dalla cucina egiziana:

300 gr. foglie di malva,

 2 spicchi di aglio, 

olio, sale e pepe q.b.

semi di coriandolo,

fiocchi di cereali (facoltativi).

Portare all’ebollizione circa un litro di acqua salata, unire le foglie di malva lavate e tritate e cuocere per una ventina di minuti. A parte scaldare in abbondante buon olio d’oliva gli spicchi di aglio, aggiungere sale, pepe e coriandolo macinato. Versare tutto sopra la malva, bollire ancora molto brevemente e versare nelle ciotole. Se piacciono si possono aggiungere fiocchi di cereali (ricetta inglese) o crostini di pane ( possibilmente casareccio tipo Genzano). E’ una ricetta che va molto bene nelle serate già più fredde. La malva fa bene per il mal di gola, ma non mangiarne troppa perché è una pianta con proprietà lassative.
Antonella Bellanca

 
 

 

La Malva

La Malva

Una delle piante che abitualmente vediamo in città, nei piccoli spazi verdi abbandonati, nei giardini lasciati incolti dall’amministrazione pubblica è la Malva selvatica una pianta che vegeta in tutto il suo splendore!

La malva selvatica (Malva sylvestris L., 1753) appartiene alla famiglia delle Malvaceae. È una pianta erbacea annuale o perenne. Presenta un fusto eretto o prostrato che può raggiungere dai 60 a gli 80 cm. Le foglie di forma palminervia e il margine seghettato irregolarmente. I fiori sono riuniti all'ascella delle foglie, e spuntano da aprile a ottobre, di colore rosaceo con striature scure. Ha proprietà emollienti, calmanti, antifiammatorie, espettoranti, antispasmodiche e lassative. Spesso è usata negli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. E’ un blando lassativo, un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata.

Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. Il cataplasma ottenuto con la radice è un ottimo rimedio contro i foruncoli, per ridurre il gonfiore, o far sparire il livido degli ematomi.

  

Curiosità: Nei secoli la malva ha avuto estimatori illustri: Marziale la usava per dissipare i fumi dei bagordi, Cicerone e Catone la usavano a tavola in grande quantità, Orazio si ritemprava con malva, cicoria e olive, Plinio la considerava una panacea, con azione anche afrodisiaca; nel Medioevo e durante il Rinascimento invece si riteneva favorisse una condotta morigerata e divenne il rimedio per tutti i mali e veniva definita "omnimorbia". L'imperatore Carlo Magno volle che nel suo giardino venisse coltivata, in un'aiuola particolare, dove si raccoglievano foglie, radici e fiori per la preparazione di tisane e decotti destinati a curare i membri della famiglia imperiale. In tempi remoti si usava la malva per verificare la verginità delle fanciulle: versando l'urina di queste sulle foglie,che non dovevano seccare.

Nel linguaggio dei fiori significa pacatezza.

Raccogliere sempre le piante lontano da fonti inquinanti