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La storia dell'Eucalipto

 Foto Olycom S.p.A. 

Gli aborigeni australiani e i primi esploratori sopravvivevano nell’entroterra arido utilizzando queste “bottiglie d’acqua” che stavano sotto il suolo. Tiravano fuori dal terreno pezzi di radici superficiali che dividevano poi in parti più piccole. Soffiando a un’estremità di questi pezzi se ne fa uscire una linfa marrone chiaro. Pur non essendo la migliore delle bevande, si calcola che da una radice di nove metri si possa estrarre circa un litro e mezzo di questo liquido di vita.

Foto del blog di luciopicci.blogspot.it

Nell’1800, l’imperatore Menelik II d’Abissinia, chiamata ora Etiopia, cercava degli alberi che facessero ombra e che provvedessero legna da ardere per la sua nuova e arida capitale, Addis Abeba. Nessun albero africano risultava adatto a questa zona priva di alberi. Gli esperti dell’imperatore dovettero pertanto cercare altrove per trovare un albero che crescesse sotto un sole cocente almeno quanto il loro. “Addis Abeba” significa “Nuovo Fiore” e il nome potrebbe derivare dall’eucalipto, un’utile merce d’importazione che venne ad assumere un ruolo fondamentale nell’economia dell’Etiopia.

L’eucalipto è stato introdotto per il suo valore commerciale e ornamentale in oltre 50 paesi in Africa, nelle Americhe, in Asia e in Europa. Il suo legname di colore rosso o ambra è molto apprezzato dai mobilieri. Una fonte autorevole afferma: “Gli eucalipti producono alcuni dei legnami più pesanti, resistenti e durevoli che si conoscano. La qualità del legname e il rapido accrescimento ne fanno la fonte più preziosa di legno duro al mondo”. ( fonte Biblioteca online Watchtower)

I ricercatori australiani hanno scoperto che nelle foglie degli eucalipti con radici profonde vi sono minuscole particelle d'oro estratte dal terreno. Nell'arido clima australiano le radici di alcuni alberi possono arrivare anche 40 metri di profondità per cercare dell'acqua. Le foglie tendono a immagazzinare particelle d'oro di circa 8 micrometri in media di diametro. I ricercatori ipotizzano appunto che siano arrivate dal terreno attraverso il sistema di radici.

"È probabile che l'oro sia una sostanza tossica per le piante, che quindi tendono ad accumularlo nelle estremità, come appunto le foglie, in modo da ridurre reazioni biochimiche deleterie per il loro organismo", affermano gli autori. (fonte National Geographic)

Foto da www.bmscience.net

L'Eucalipto è conosciuto anche come "albero dei kooala" per la voracità con cui questi marsupiali si nutrono delle sue foglie.

Il legno di Eucalipto è comunemente utilizzato nella costruzione dei didgeridoo , strumenti musicali a fiato, utilizzati dagli indigeni del nord dell'Australia già 1.500 anni fa. (fonte Actaplantarum)

 

La muta degli Eucalyptus

La muta degli Eucalyptus

Passeggiando per un viale di eucalipti il profumo è forte e inebriante, si fiuta la presenza di immaginari koala arrampicarsi sui rami, a divorare le foglie fresche. In questo periodo di settembre lo spettacolo è la muta degli alberi di Eucalyptus, la corteccia si stacca e si separa dal tronco e cade in terra.

     

Come strascico di spose vestite di bianco, gli alberi di eucalipto si mostrano nel loro nuovo splendore; le lunghe strisce fini e profumate, che rappresentano il tessuto esterno della corteccia, rimasto isolato dal resto del tronco, si stacca  e  scivola via.      Un processo naturale spettacolare che lascia scoperto un tronco bianco, liscio e splendente, le lunghe strisce appese ai rami sono come festoni pronti per la festa d’autunno dei nostri Eucalyptus.

     

L’eucalipto fu introdotto nel bacino del Mediterraneo verso la metà del XIX secolo per scopi forestali, ornamentali e medicinali. Si diffuse e propagò lungo le coste dalla Liguria fino alla Sicilia. Utilizzato in ambienti palustri assorbe con avidità l’acqua dal suolo acquitrinoso. 

     

Questa caratteristica fu sfruttata in Italia dove gli eucalipti furono utilizzati per prosciugare le Paludi Pontine infestate dalle zanzare. Un terreno poi trasformato in coltivazioni. Oggi rimangono file di Eucalyptus  frangivento, a segnare i confini degli appezzamenti dei terreni dell’ente maremma.

     

L’Eucalyptus camaldulensis e l’eucalyptus globulus sono le specie più diffuse in Italia. I primi impianti vanno fatti risalire al 1869 ad opera dei monaci della “Abbazia delle Tre Fontane” a Roma.

Il genere Eucalyptus, è originario dell’Oceania (soprattutto Tasmania, Australia e Nuova Guinea) comprende 600 specie diverse sempreverdi, appartenente alla famiglia delle Mirtacee.

Eucalyptus globulus

La specie Eucalyptus in Australia può superare anche i 90 metri; in Italia queste piante raggiungono dimensioni inferiori, solitamente non più di 25 metri. Il fusto ha la corteccia liscia. Il fiore è formato da un calice a forma di coppa chiusa che si stacca con la fioritura; il frutto è a forma di capsula, all'interno contiene piccoli semi. 

Molti i poeti che lo hanno citato nei versi delle loro poesie.

...e un eucalipto biondo che si tuffi tra sfrusci e pazzi voli nella luce; (da Riviere di Eugenio Montale)

 Odore di Eucalyptus ed altri versi (di Salvatore Quasimodo)