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LA SALVIA

LA SALVIA

La Salvia comprende diverse specie di piante odorose appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa famiglia del timo e della menta.

La salvia officinalis è la specie più nota che si usa in cucina, la pianta ha l’aspetto cespuglioso, con un fusto molto ramificato. Le foglie picciolate di colore grigio-verde, sono ricche di oli essenziali che ne conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono ermafroditi, di colore violetto e sbocciano in primavera.

La salvia è una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, questa pianta predilige i climi caldi perché è molto resistente al calore.

Della pianta della Salvia esistono 900 specie, è una pianta facile da coltivare perché ha una rapida crescita e una splendida fioritura, per questo si trova in giardino come ornamento.

Va annaffiata durante l’estate per avere sempre foglie abbondanti e verdi e va sostituita quando diventa legnosa e non produce più foglie. La salvia insieme alla soia è uno degli alimenti a più alto contenuto di fitoestrogeni.

Bruciare la salvia elimina gli odori sgradevoli, come il fumo di sigaretta o l’odore di pesce cucinato, si usa anche nei cosmetici, profumi e saponi. Per le sue proprietà salutari è una pianta conosciuta fin dall’antichità, il suo nome, infatti proviene da “salvus” che significa appunto “sano”.

Ritenevano che la salvia avesse capacità di guarire tutte le malattie e agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. I Romani la consideravano una pianta sacra. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità. Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.