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L'albero di Piazza San Pietro

Nella piazza al centro del colonnato di San Pietro, l'albero di Natale è un abete rosso, donato dal Comune di Scurelle, delle foreste Lagorai, Provincia Autonoma di Trento. Sarà decorato con sfere in argilla raffiguranti disegni che i bambini hanno realizzato in un programma di laboratorio di ceramica-terapia in alcuni ospedali italiani, coordinati e gestiti dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus.

Ad illuminale l’albero con un’attenzione alla tutela dell’ambiente 18.000 lampade led di cui alcune con effetto scintilla e un consumo totale di 1,7 KW. 

 

 

 

 

 

 

Ricetta

Biscottini d'Alsazia

da tenere dolcezze di Resy

ingredienti

250 gr di zucchero semolato

225 gr di farina

2 uova

2 cucchiai di semi d'anice

1 pizzico di lievito in polvere

2 cucchiai di liquore d'anice

Esecuzione

Si battono le uova con lo zucchero nella planetaria per circa 30 minuti, fino a quando non ricadono a nastro dalla frusta.

Si aggiungono quindi con un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l'alto, la farina con il pizzico di lievito, i semi d'anice misti ad un pò di farina ed il liquore.

Inserire quindi l'impasto nella sac à poche con beccuccio tondo da cm 1,5 e formare sulla teglia ricoperta di carta da forno delle cupoline come per i macarons. A questo punto bisogna far asciugare la superficie dei biscotti lasciando la teglia a temperatura ambiente, lontana da correnti d'aria, per 12 ore.

Questa fase è importantissima per la riuscita dei biscotti.

Trascorse le 12 ore far riscaldare il forno a 180° e far cuocere i biscotti per 12 minuti.

La cupola dei biscotti deve rimanere chiara mentre formeranno un piede, come nei macarons, che sarà dorato.

Staccare i biscotti dalla carta da forno una volta freddi.

"L'albero di Natale"

"L'albero di Natale"

L'albero di Natale

Ci ricordiamo di lui solo in dicembre come albero da decorare per le feste di Natale. Il nostro albero di Natale è l'abete rosso (Picea abies (L.) H. Karst.) chiamato anche péccio, della famiglia Pinacee è una conifera sempreverde montana. 

Il suo portamento elegante lo deve ai rami ricadenti, ama il clima freddo, ma adora stare in pieno sole. In Italia cresce sulle Alpi nella zona dell’Alto Adige in ampi boschi come la foresta del Latemar considerata una delle più belle foreste di abete rosso delle Alpi Orientali, con alberi maestosi e scorci mozzafiato sui Campanili del Latemar e sul Catinaccio. L’abete si ritrova a quote comprese tra 1000 e 1700 metri e soprattutto negli avvallamenti, all’interno di boschi naturaliformi. La presenza dell’abete rosso nell’Appennino settentrionale, se pur sporadica, si può trovare nella foresta dell'Abetone. 

Le sue foglie sono aghi pungenti e persistono attacate ai rami fino a 10 anni, raggiugono la misura di 15 ai 25 mm, sono di colore verde scuro con una sezione quadrangolare e crescono disposte tutto intorno su un cuscinetto attaccato al ramo. I fiori femminili dopo l’impollinamento crescono con la caratteristica forma a pigna. Dalla corteccia dell’abete rosso si ricava un olio essenziale usato per diluire i colori a olio. L’essenza di trementina contenuta nella resina riesce a dare ai colori una morbidezze e un’elasticità.

L'albero è sempre stato simbolo di vita in tutte le culture, molto prima della nascita del Cristianesimo. I pagani utilizzavano rami di abete per decorare le loro case durante il solstizio d'inverno, mentre i romani usavano l’abete bianco per decorare i loro templi durante le feste dei Saturnali, solenni ricorrenze religiose dell'antica Roma. Un'antica tradizione pagana voleva che per il nuovo anno si portasse in casa un ceppo, per poi bruciarlo nel camino, il significato era di bruciare il passato e le scintille che salivano nella cappa erano la luce dei giorni in arrivo, era l’occasione per scambiarsi anche i doni.

Si dice che l'albero di Natale, nella veste tradizionale di oggi, sia nato a Tallinn, in Estonia intorno al 1441, quando nella piazza del Municipio fu issato un grande abete rosso e intorno si facevano balli di giovani uomini e donne nubili alla ricerca dell’anima gemella! Oggi Tallinn è uno dei posti dove si respira il vero spirito natalizio, la città non trascura la tradizione di decorare con illuminarie il grande l’albero di Natale, patrimonio dell’UNESCO, tutta la città di Tallinn si trasforma riscoprendo le tradizioni del Natale, concerti, canti natalizi e certamente non può mancare Babbo Natale.

Nel 1570 in Germania a Brema nel periodo natalizio si decorava un grande albero, con mele, noci, datteri e fiori di carta. In Lettonia nella città di Riga si trova una targa del 1510 dove in otto lingue si proclama l’addobbo del “primo albero di Capodanno.

In Asazia il 21 dicembre San Tommaso era il giorno ufficiale dell’Abero di Natale. Nella cittadina di Sélestat, famosa soprattutto per una nutrita Bibliothèque Humaniste che raccoglie volumi storici di grandissimo valore, vi è custodito un documento che regolamentava la vendita di abeti, a sorvegliare il taglio degli abeti nella foresta comunale, a quattro scellini, le guardie forestali. Per natale ogni cittadino portava in casa un abete gratutitamente, per decorarlo con oggetti dorati, rose di carta colorata, mele e biscotti di zucchero.

 

 Fu solo all'inizio del secolo scorso che, in seguito alla scarsità di mele, i vetrai di Meisenthal decisero di sostituire i frutti con delle palline di vetro colorato. " Nel 1858 la natura fu avara e la siccità privò delle mele dei Vosgi del Nord, e a Meisenthal furono usate come ornamenti per dell'albero di Natale palline di vetro. E’ così che un bravo soffiatore di vetro, da Goetzenbruck cercò di rimediare e creò delle palle per mantenere e tenere viva la tradizione delle decrazioni natalizie”.