Condividiamo la bellezza

LE MURA di ROMA

LE MURA di ROMA

 e 

LE PIANTE DEI CAPPERI

Le mura di Roma si sono sviluppate nel corso dei secoli, dalle origini della città fino al XVII secolo. Le Mura Serviane sono le prime mura di Roma del VI secolo a.C., fatte costruire da Tarquinio Prisco, secondo la tradizione, poi ampliate e dotate di un ampio fossato dal successore, Servio Tullio. Della Porta Fontinalis Oscura del IV secolo a.C. ve ne è una traccia nel giardino del Vittoriano a Piazza Venezia.

Tra queste mura, ogni anno si puo ammirare la fioritura delle piante di cappero che trovano tra le crepe di questi vecchi muri un habitat ideale. Verso il tramonto si sente il profumo dei capperi, spargersi nell’aria che nei mesi tra giugno e luglio sono all’apice della fioritura. 

 

Le mura Aureliane cingono in parte la città, oggi esistono solo per i due terzi, mentre quelle rinascimentali dei Papi si sono mantenute integre nel tempo. Non rimane quasi più traccia della primitiva cinta muraria descritta dallo storico Tacito negli Annales, costituita in gran parte da un "agger", o terrapieno, alto circa 6 metri con parti in muratura di cappellaccio, un tufo dell'area di Roma, sostituito da quello in tufo di grotta.

 I capperi sui muri dei monumenti della Capitale ci sono da sempre e così, quando arriva l’estate, non è raro vedere qualcuno arrampicato sulle mura a far scorte di profumi mediterranei per l’inverno.

Le mura sono soggette al degrado, molti i ciuffi di capperi che spuntano da ogni parte, da semplici ciuffi, a cascate di lunghi rami che scendono fino a terra.

Il cappero è un piccolo arbusto tipico della flora mediterranea, inizia la fioritura tra la fine di maggio e i primi di settembre, in questo periodo si effettua la raccolta dei boccioli, debbono essere raccolti il prima possibile, non appena germogliano: essi sono piccoli, duri e verdi, e hanno un sapore molto forte.

Il cappero è una pianta originaria dell'Asia minore e della Grecia, è molto diffusa negli ambienti mediterranei, dove cresce spontaneamente in terreni calcarei, scoscesi ed asciutti.

Se ne possono ammirare anche all’interno di orti monastici (come dentro la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme) dove i muri di tufo arsi dal sole aiutano a mantenere il loro habitat.

 

 

www.bandb-rome.it/mura_e_porte_di_roma.html

www.capperi.it/