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Villa Albani a Roma

Villa Albani a Roma

La villa Albani, sulla via Salaria, poco fuori la Porta Salaria a Roma fu terminata nel 1758 dall’architetto Carlo Marchionni commissionata dal cardinale Alessandro Albani, nipote di papa Clemente XI, divenendo uno dei centri della cultura del mondo occidentale.

Una delle più alte espressioni del gusto antiquario, affermatosi nella metà del Settecento, nel passaggio tra il rococò e il Neoclassicismo, in cui Roma era divenuta meta privilegiata.

Il complesso comprendeva un casino nobile in stile neoclassico che fungeva da fondale prospettico al giardino antistante su due livelli; all’estremità opposta sorgeva una coffee-house semicircolare. Intorno c’erano boschi di diverse essenze abbelliti da finti ruderi antichi, come un tempietto posto su un’altura usato come voliera.

All’interno del giardino della villa furono collocati i pezzi della prestigiosa collezione di antichità del cardinale, da ammirare all’interno del salone del casino, la galleria del Parnaso realizzata dal pittore neoclassico Anton Raphael Mengs. Nella stanza attigua detta Sala di Antinoo, si trova il celebre rilievo di Antinoo, proveniente da Villa Adriana, e inserito dal Marchionni nel camino.

Nel 1866 il complesso fu acquistato da Alessandro Torlonia, e numerose statue furono trasferite nel Museo Torlonia di via della Lungara. Fu inoltre cambiata la disposizione delle antichità all’interno della villa. Nel 1870 la capitolazione di Roma fu firmata a Villa Albani, che divenne museo, pur rimanendo proprietà Torlonia.

A oggi la villa appartiene alla famiglia Torlonia.