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 Zuppa di erbe selvatiche

ingredienti

1 cipolla

2 gambi di sedano

guanciale

1 spicchio d’aglio

3 pomodori secchi

finocchietto selvatico fresco

tutte le piante raccolte (1kg)

Olio, sale q.b.

formaggio stagionato (Pecorino)

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la preparazione

pulire il finocchietto, le piante dalle foglie dure e gialle, lavare abbondantemente più volte e sminuzzare;

tritare finemente il sedano insieme alla cipolla, rosolare in una pentola insieme all’aglio in camicia con un filo di olio; tritare i pomodori insieme al guanciale e unite al soffritto, lasciare insaporire per qualche minuto le erbe spontanee e aggiungere mezzo litro d’acqua calda, lasciatele lentamente cuocere per circa 40 minuti a fuoco basso, salate, mescolando, assicuratevi che le coste delle piante siano ben cotte e che vi sia sufficiente acqua; aggiustare di sale.

Ideale con del pane bruscato, da adagiare sotto la minestra, condire con olio extravergine e formaggio stagionato.

Il vino ideale un Chianti Colli Senesi.

Settimane del Dente di Leone

dal 22 aprile fino al 7 maggio 2017

in Alta Val di Non - Merano Alto Adige Bz

Il Tarassaco o dente di leone, è una pianta dalle grandi virtù! In Alta Val di Non si è deciso di celebrare e festeggiare questa pianta, diventata ormai il simbolo della valle, con una manifestazione che si chiama appunto: "Le Settimane del Dente di Leone" dal 22 aprile all'7 maggio 2017. INFO

Zuppa di erbe selvatiche

Zuppa di erbe selvatiche

Aprile è il mese in cui sbocciano fiori e si sentono all’alba, anche in città, uccelli cantare!

Ci mettiamo subito in moto di prima mattina, dirigendoci in campagna alla ricerca delle piante, utili e buone per preparare la nostra zuppa selvatica, ricca di minerali, vitamine e fibre, le piante spontanee ci riportano indietro nel tempo, quando i nostri antenati si nutrivano quasi esclusivamente di alimenti naturali, dal sapore genuino. Le piante spontanee, oltre che per le loro caratteristiche nutrizionali, sono benefiche per l’organismo in quanto non contengono residui chimici utilizzati in agricoltura, ovviamente, mai raccoglierle lungo la strada. Le piante devono esser raccolte sempre prima della fioritura, e solo quelle che si è sicuri di riconoscere.

Le piante  della famiglia delle Asteraceae:

  • Costolina Hypochoeris radicata L.: cruda in insalata dato che non è amara, insieme ad altre erbe spontanee nei classici mischietti. Si consuma anche lessata e ripassata in padella con aglio e peperoncino, aggiunta alla cicoria per rendere il piatto meno amaro e forte. Usata anche per minestre, zuppe, focacce e frittate.

 

Rosetta basale e fioritura della Costolina;

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  • Radicchiella vescicosa Crepis vesicaria L.: la rosetta ancora allo stadio giovanile e si può consumare cruda in insalata, sola o nelle misticanze oppure lessa, condita con olio limone o saltata in padella con olio ed aglio o cipolla a piacere. Si può utilizzare mista ad altre verdure per fare minestre, frittate o tortini di verdure, ricotta e formaggi.

 

Rosetta basale e fioritura della Radicchiella vescicosa;

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  • Grespino comune Sonchus oleraceus L.: per minestre, frittate e ripieni.

 

Rosetta basale e fioritura del Grespino comune;

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Caccialepre Reichardia picroides L.: le foglie tenere della rosetta basale crude sono un'ottima insalata, sia da sole che con altre erbe dolci, ed entrano a far parte del cosiddetto “mischietto”.Ottimo con la salsa di acciughe, le foglie più dure lessate e condite con olio sale limone od aceto, oppure ripassate in padella da sole o insieme ad altre erbe più amare. E’ utilizzato per fare zuppe vegetali, come l’acquacotta della Tuscia, nei fagioli, all’interno di focacce salate e ripieni in genere.

 

Rosetta basale e fioritura del Caccialepre;

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  • Tarassaco Taraxacum officinal Weber: le foglie possono essere anche stufate in padella, solo con olio e uno spicchio d’aglio, e poi condite con del limone; sono buonissime aggiunte alle frittate, nelle torte salate e nelle zuppe, ma anche nel ripieno della pasta fresca.

 

Rosetta basale e fiore del tarassaco.

FOTO: brightraysofhope.files.wordpress.com/2015/01/dsc00856.jpg

FOTO: actaplantarum.org