Alcanna tintoria

Buglossa, ancusa, alcanna, tanti i nomi della "Alkanna tinctoriaL.Tauschè", pianta perenne, sempreverde della famiglia delle borraginaceae, la troviamo in fiore tra marzo e maggio, in terreni aridi, incolti e sabbiosi delle zone temperate della fascia mediterranea.

L'uso dell'Alkanna, come pianta tintoria risale ai tempi antichi e veniva utilizzata dai popoli Egizi, Greci e Romani, per tingere le fibre, come la lana e la seta. Plinio, nella sua opera Naturalis Historia, vol. XII, XXIII/48, scritto tra il 23 d.C. e il 79 d.C.    già ne parla; la ritroviamo anche citata nel manoscritto dell'XI secolo, del persiano Abù-Mansur-bin-Ali-Harawi, che ha permesso agli Europei contemporanei di conoscere, oltre all'uso farmacologico, anche le proprietà tintorie di molte piante. In India e in Africa le donne utilizzavano la polvere, sciogliendola nel tè, per decorarsi il corpo. Originaria della zona mediterranea, oggi è coltivata e importata in taglio tisana e in polvere, dall'Albania, l'India, l'Egitto e la Turchia.


E' possibile coltivare l'alkanna come pianta tintoria, i suoi semi sono molto fini e difficili alla germinazione, la pianta ha bisogno di un clima caldo e secco e un terreno sabbioso per crescere.


La sua radice perenne è lunga, rotonda, fibrosa all'esterno, di un colore rosso violaceo scuro, va raccolta da piante di almeno due anni e il periodo migliore è l'autunno.

E' dalla radice essiccata che si estrae il colorante chiamato alkannina o ancusina, contiene tannini, sostanze cerose, flavonoidi, da cui si possono ottenere diverse sfumature di colore a secondo il mordente usato, viola con allume, azzurro con acetato di piombo, rosso-bruno con sale di stagno, in un ambiente acido la polvere delle radici assume una tonalità, rosso-mogano, mentre in un ambiente alcalino assume tonalità, blu/viola. Le radici, cotte in acqua producono un bel color lavanda/viola, la polvere non ha una buona solubilità in acqua.

Per estrarre il colore dalle radici essiccate, lasciarle macerare in acqua per un ora circa e poi metterle sul fuoco a bollire per un'ora, a freddo, filtrare.

Mordenzare la lana, con questo rapporto di 1:1 tra radici e fibra tessile, il 20% di allume e 6% di cremor tartaro, anche per la seta, poi immergere nel colore delle radici e far bollire per 45minuti, la lana va immersa una soluzione di ammoniaca, risciacquata e asciugata all'ombra. Per i tessuti vegetali aggiungere 5% di carbonato di sodio nella mordenzatura.

L'alkanna è una di quelle piante molto sensibili al valore pH (acidità o alcalinità) e ai metalli presenti nell'acqua; si possono così ottenere sfumature differenti, grigio-verde, per i filati di lana non mordenzata, usando un contenitore neutro (vetro o acciaio) tutto a freddo. Se invece si vuole ottenere un bel colore viola vivo, estrarre il colore in alcool (una notte) a freddo, alternare bagni di colore e mordente di allume fino ad ottenere un rosso porpora dell'intensità desiderata. La polvere va conservata in luogo fresco ed asciutto al riparo dalla luce. Manipolare con guanti e mascherina.

Sfortunatamente il colore ottenuto con questa pianta è molto sensibile alla luce solare, e nel tempo tende a perdere la sua l'intensità.