Cardi

Tipi tosti   (ma non troppo)

Carlina acaulis caulescens
Carlina acaulis caulescens

Su suolo con prevalente componente inorganica, dove l'acqua tende a percolare rapidamente negli strati più profondi ed il sole asciuga rapidamente le superfici, alcuni cardi trovano la loro nicchia ecologica. Le spesse radici si insinuano tra le fessure della roccia alla ricerca di umidità e nutrimento, raggiungono quei siti dove la sostanza organica si accumula e riprende l'attività microbiologica. Le foglie lanceolate e profondamente divise, glabre e coriacee oppure ruvide sopra e tomentose sotto sono adattamenti ad un ambiente secco. Le spine acuminate su foglie e infiorescenze tengono a freno i malintenzionati.

Carlina vulgaris L.
Carlina vulgaris L.

Allo stato spontaneo si impongono con successo in un ambiente all'apparenza ostile, ma sono anche strettamente dipendenti da esso: la loro forza diventa debolezza, qualora vengano coltivati in condizioni che si discostano troppo da quelle naturali. L'adattabilità di altri cardi più ubiquitari, qui viene meno.

In coltivazione diventa fondamentale rispettare alcune semplici norme: impiantarli al principio dell'autunno su suolo ottimamente drenato ed irrigare fintanto che le piante non si saranno affrancate, spingendo le loro radici in profondità. Più giovane è la pianta al momento dell'impianto, maggiore sarà la probabilità di successo: nel primo anno di crescita l'energia dei cardi è tutta rivolta a costruire un apparato assorbente efficiente. Compost o stallatico pellettato al momento dell'impianto e in copertura, in autunno, garantisce il sufficiente fabbisogno nutritivo. Le infiorescenze, fresche o secche, si prestano a decorazioni ornamentali.

Echinops sphaerocephalus L
Echinops sphaerocephalus L

Echinops sphaerocephalus L. (echinops = che sembra un riccio; sphaerocephalus = con la testa a forma di sfera), il cardo-pallottola maggiore, è un'erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae che in fioritura raggiunge un'altezza tra i 50 ed i 150 cm ed assume un aspetto bianco-tomentoso per la presenza di peli chiari sotto l'infiorescenza e lungo lo scapo fiorale. Le foglie sono pennatifide, dal margine dentato che termina con delle spinule; la lamina sulla superficie superiore è ruvida e verde, su quella inferiore è bianco-tomentosa. Le infiorescenze sono sfere terminali (35-50 mm di diametro) composte di soli fiori tubulosi, bianchi, circondati da brattee calicine azzurrognole. Il frutto è un achenio munito di pappo.

Echinops ritro L.
Echinops ritro L.

Il cardo-pallottola coccodrillo, è pianta perenne della famiglia delle Asteraceae, che in fioritura si alza normalmente a 30-80 cm. Il fusto è argenteo-tomentoso; le foglie sono leggermente coriacee, pennatifide e percorse da nervature marcate lungo i setti che ne dividono la lamina e che terminano con una spinula; la superficie superiore è glabra e di colore verde, quella inferiore è bianco-tomentosa. Possiede un robusto rizoma orizzontale, grazie al quale la pianta si espande nell'intorno. L'infiorescenza a forma di sfera è blu metallico, normalmente di diametro 15-35 mm. Ogni capolino (più propriamente definito florula per le caratteristiche tipiche del Genere) è unifloro, ossia possiede un solo tipo di fiore, tubuloso, circondato da brattee. Il frutto è un achenio con pappo. Preferisce un suolo calcareo o calcareo/siliceo con pH basico.

Carlina acaulis L
Carlina acaulis L

La carlina bianca, è un'asteracea perenne con robusto rizoma verticale. Le foglie sono picciolate, dalla forma a spatola, lunghe fino a 20 cm e profondamente divise in setti con punte spinose; sono glabre e coriacee. Il fusto (caule) è lungo 40 cm, ma è ridotto a pochi centimetri nella subspecie acaulis che, direttamente al centro della rosetta basale di foglie, porta l'unico grande capolino. Questo è molto ornamentale e, raccolto fresco ed essiccato, diventa un bel decoro per la casa, durevole nel tempo (la raccolta indiscriminata delle infiorescenze negli ambienti naturali è stata causa di rarefazione della specie spontanea): i fiori del disco centrale, tubulari, sono bianchi o rosati; al margine del disco i fiori sono lineari-appuntiti, color bianco-avorio sopra e gialli sotto; a seguire verso l'esterno, un circolo di brattee calicine brune e spinose, poi un circolo di brattee fogliacee. I frutti sono acheni muniti di pappo piumoso. La carlina bianca predilige terreni silicei o calcarei con pH basico.

Eryngium amethystinum L
Eryngium amethystinum L

La calcatreppola ametistina, è una erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Il nome del genere Eryngium richiama la somiglianza dell'infiorescenza ad un riccio ("erinaceus"), ma potrebbe anche fare riferimento alle spine che armano diffusamente la pianta ("eruma" = difesa). Ha foglie glabre, coriacee, divise in setti acuminato-spinosi; in fioritura sale a circa 40 cm e distalmente assume una tonalità azzurro-violacea (color ametista, a cui si deve il nome specifico) via via più intensa durante l'antesi e la maturazione del frutto. Le infiorescenze sono capolini subsferici spinosi (il calice dei singoli fiorellini è mucronato), circondati da brattee lineari e cuspidate. Il frutto è un diachenio. Cresce su suoli ricchi di calcio.