Carthamus tinctorius

il colore del sole

Nel campo di fianco alla mia casetta di Leonessa, in provincia di Rieti è stato seminato un bel campo di Carthamus tinctorius. Il trattore seminatore è condotto da Arianna, coltivatrice nel tempo libero; divide le zolle in solchi, e lascia cadere i semi, mi spiega che la semina si programma e si misura per solchi e centimetri, il distanziamento dei semi è fondamentale per la crescita della pianta. Così in due giorni Arianna, da sola ha seminato l'intero campo, con i semi del Carthamus tinctorius. Bene mi sono detta sarà una bella scoperta la pianta del Cartamo, vederla crescere e magari poi riuscire a prendere qualche pianta per estrarre il colore e preparare la tintura!

Il colore giallo, si ottiene per macerazione dei fiori,           il pregiato rosso, scartando il giallo solubile e mescolando il sedimento con calce e acqua, estraendo così per reazione basica, la cartamina. Raccogliere i fiori del Cartamo nel pieno della fioritura che avviene tra luglio e settembre, tagliuzzare i pistilli e lasciarli macerare nell'acqua fredda, per un ora, scaldare e lasciare bollire per un'altra ora, fino alla comparsa del colore giallo; filtrare e preparare il bagno per la colorazione. Si può mordenzare prima (premordenzatura) o contemporaneamente al bagno di tintura o nell'ultima parte di esso, ma con minore stabilitá della colorazione. Come regola generale, si mantiene il materiale da tingere a 90ºC per un'ora in un bagno di acqua in proporzione 1:20 sul peso del materiale asciutto, in cui sia stato sciolto il 20% di allume. Il bagno di colore: avviene in ambiente acido per lana e seta, in ambiente basico per le fibre di origine vegetale. Generalmente a caldo (tra 50-90ºC). Una buona tintura, dipende da un buon dosaggio preparativo, dalla giusta temperatura, da una accurata mescolatura e da una attenta preparazione. Al termine, si lascia raffreddare, si risciacqua e si fa asciugare all'aria.

Quanto è affascinante il mondo dei colori naturali, animato dall'amore per le piante tintorie e per la natura tutta, utilizzati un tempo per colorare stoffe e filati, oggi sono stati riscoperti, da chi ha a cuore la terra e la sua sostenibilità, buona tintura.

Il catahamus tinctorius L., famiglia delle Asteraceae è una pianta erbacea, annuale o biennale, raggiunge dai 30 ai 60 cm d'altezza, ha una radice a fittone, le foglie sono glabre sessili, alcune spinose. L'etimologia del nome, Carthamus dall'ebraico "quarthame" tingere o dall'arabo "kartam" tintura, Tinctorius: da "tingo" io tingo: utilizzato per tingere.

Dai petali del cartamo che sono giallo/rossi, si estraggono due colori, il giallo ed il rosso, molto usati nell'antichità per la tintura dei tessuti, pratica che ne ha favorito la diffusione. Il cartamo (Carthamus tinctorius) inizia il suo viaggio dall'oriente, non come alimento, ma come colorante, veniva usato già nell'antico Egitto, dai Greci, anche in Italia si hanno notizie della sua coltivazione. 

La cartamina usata per tingere il cotone e la seta, trovava largo impiego per la colorazione della lana, nell'industria dei tappeti nei paesi europei, mentre veniva utilizzata come base per i cosmetici per gli artisti nelle rappresentazioni teatrali del kabuki e utilizzato dalla geishe in Giappone. Oggi viene prodotto dall'India e dagli Stati Uniti, in Europa dalla Spagna e il Portogallo.