Il cocomero asinino

Una cucurbitacea

Il cocomero asinino

Una delle cucurbitacea meno conosciute è la pianta del cocomero asinino (Ecballium elaterium (L.) A. Rich.). Essa si differenzia perchè non è commestibile ma tossica, il suo nome botanico deriva dai termini greci "έκτο"= al di fuori, e "βάλλω"= lanciare, questo nome deriva dalla particolarità della pianta di lanciare i semi. I frutti hanno la forma di un piccolo cocomero spinoso, ovvero di una bacca pendula irsuta di forma ovale dalle dimensioni di 3/4 cm, pianta monoica perenne rampicante, si caratterizza da una grossa radice carnosa.

Il frutto contiene l'elaterina, una sostanza assolutamente tossica. Mangiarla può causare fastidiose infiammazioni all'interno della bocca e seri disturbi gastrointestinali, anche un semplice contatto agli occhi e può provocare, irritazioni. Era usato fin dai tempi antichi dagli Egizi, dai Romani e dai Greci, come purgante. I seguaci di Ippocrate ne utilizzavano le radici e le foglie; Teofrasto di Ereso ne consigliava soprattutto il succo. L'uso della radice si usava un tempo per i reumatismi e per combattere la scabbia delle pecore. La polpa di questo frutto è impiegata in veterinaria per il suo effetto purgante.

Piante estive regine delle nostre cucine, le cucurbitacee ci piace cucinarle in tutte le salse. Diffuse in tutto il bacino del mediterraneo originarie dai paesi tropicali, ampiamente coltivate sono una risorsa economica per il grande e piccolo orto. La più succosa e dolce è il cocomero, lo troviamo con facilità in vendita nei chioschi sulle spiagge e ai bordi delle strade, pronto a dissetarci dalla calura estiva. Le zucchine crude o cotte restano un piatto fresco e dietetico, si accompagnano a insalate di pomodoro e sono buone per fare grandi frittate, oppure il carpaccio  che mantiene le proprietà minerali della zucchina. La pianta ha fusti e rami vuoti e deboli, le foglie sono ruvide e alterne, i viticci sono striscianti e rampicanti. Altra caratteristica sono i fiori gamopetali (cioè con i petali uniti tra loro), le cui corolle è a forma di stella.      Il nome deriva da "corb", una parola della lingua sanscrita che significa "attorcigliarsi", "strisciare".

Infatti viene anche chiamato "sputa veleno, elaterio e schizzetti" e molti altri nomi ancora. La bacca ovoide detta peponide a maturità del frutto, sviluppa una pressione all'interno, "una pressione idraulica" che lancia lontano i semi". Quando il frutto è maturo il liquido all'interno aumenta di pressione e il peduncolo che fa da tappo, salta e lancia i semi insieme ad una sostanza mucillaginosa, fino a 3 metri di distanza. A differenza delle cucurbitacee commestibili, il cocomero asinino fiorisce da aprile a settembre su terreni incolti, aridi, sassosi, macerie e preferisce zone costiere come le dune lungo le spiagge, e non è raro incontrarlo anche in città.


Nella memoria dei giochi che si facevano nella calura estiva della campagna; i bambini erano soliti spararsi addosso i frutti del cocomero asinino, semi e mucillaggine spesso arrivavano negli occhi. Quando succedeva si correva a lavarsi il viso, nel tentativo di evitare le fastidiose irritazioni che il liquido poteva provocare, mentre i compagni ridevano divertiti!