COVID-19

2020 "la primavera sfiorita"

In questo periodo abbiamo perso i contatti, con gli amici vivaisti, con i consueti appuntamenti nelle fiere e  vivai sono milioni i fiori e le piante giunti a maturazione e rimasti invenduti,   finiti in discarica! 

Una perdita economica che si calcola, intorno 75% dell'intero fatturato, per tutto il comparto dei fiori e del suo indotto.

Milioni di piantine che hanno visto sfiorire la primavera, fiori recisi, alberi da frutto e ornamentali, viti, piantine da orto, non hanno trovato compratori che le avrebbero curate con amore!

Le fiere internazionali del settore annullate, l'export bloccato alle frontiere, ordini saltati, cerimonie annullate, vendite nei garden precluse dalla quarantena, a tutto questo si aggiungono i costi di smaltimento.

Ma il lavoro ordinario deve continuare, con tutta la crisi; sono 50 mila gli addetti che si devono occupare della manutenzione e delle coltivazioni per la prossima stagione.  In Versilia, tulipani, fresie, ortensie, piante e fiori tipici della versiliana sono andati distrutti, una perdita di decine di milioni di euro. Settimane di lavoro e investimenti, per organizzare e partecipare alle fiere e agli eventi culturali, si sono perse, insieme ad intere coltivazioni di fiori. Lo stesso a Verona, con 1500 aziende, nelle provincie di Como e di Lecco, in Lombardia con 1000 aziende, più l'indotto, che speriamo riescano a ripartire. Parliamo di ripresa, ma quanto ancora, i vivai, le aziende del comparto, potranno andare avanti e pensare d'investire nel prossimo anno; non bastano gli ammortizzatori sociali attivati dal  governo, quando arriveranno, ci vogliono risorse economiche immediate. (Coldiretti )

I fiori sono meravigliosi, ma in questo momento vengono gettati nella spazzatura, o chi meglio può, farne del fertilizzante. In questo periodo dell'anno a partire da febbraio, con l'inizio della primavera, i fiori sono l'elemento decorativo più usato, per i matrimoni, comunioni, ma anche solo per colorare la casa, ripiantare il giardino, allestire un balcone con le fioriture primaverili. L'annullamento delle fiere grava anche sul turismo come nei Paesi Bassi dove la fioritura dei tulipani, attira in genere 1,5 milioni di turisti ogni anno. 


L'Aiph si fa portavoce e s'interroga sulle condizioni di tutto il settore dell'orticoltura a livello globale, essendo un prodotto stagionale, per il quale la distribuzione si è fermata, significa che le imprese saranno danneggiate maggiormente, rispetto ad altre industrie. E' un comparto che comprende: allevatori, propagatori, coltivatori, trasportatori (fornitori di servizi di trasporto / logistica), grossisti / imballatori, rivenditori, appaltatori del paesaggio e una serie di altri canali di mercato, vista la particolarità del prodotto che necessita di una continua manutenzione. Le vendite perse in questi mesi, non saranno mai più recuperate.

Questa è la situazione sulla vendita e sui produttori:

  • Chiusura di numerosi punti vendita - Garden Center;
  • I consumatori si stanno concentrando solo sugli acquisti essenziali;
  • Chiusura dei confini, riduzione dei voli per import e export di fiori;
  • Sospese le costruzione di nuove progettazioni verdi;
  • In genere, le aziende di questo settore hanno margini di profitto ridotti. Senza supporto è probabile che una parte significativa di queste, cesserà l'attività nel 2020.
  • Ai supermercati sono state bloccate le vendite di orticultura e prodotti ornamentali;
  • La vendita online continua, ma rappresenta una piccolissima quota di mercato;
  • Per i fiori stagionali, il periodo di vendita è terminato e tutte le colture saranno eliminate, il coltivatore deve decidere di rischiare di piantare/seminare per il prossimo anno.

Mancata vendita, mancata liquidità, questo si ripercuote sui futuri investimenti e sul personale indispensabile, alla manutenzione. La quantità dei prodotti invenduti dovrà esser distrutto, ciò compromette la valutazione delle azioni sui bilanci, rendendo insolventi molte aziende in poche settimane, portandole al fallimento.

Non vi è dubbio che la pandemia del coronavirus ha colpito l'industria orticola ornamentale, proprio nel mezzo del suo periodo più intenso, sono state  annullate fiere di settore concentrate nei mesi primaverili che avevano un peso economico importante, riducendo la liquidità alle aziende e a tutti gli artigiani del comparto.

Ci vuole l'ingegno di tutti per ritornare all'allegria delle fiere, all'impegno di progetti culturali e a condividere la bellezza dei fiori e delle piante come ogni coltivatore fa con il cuore!