Spincervino

Rhamnus cathartica L.

Come sempre mi piace cercare le piante che offrono una varietà di colori, specie quando una pianta come il Rhamnus catharticus l. anche conosciuto con il nome spincervino o olivello spinoso, ne regala in abbondanza!

Settembre le drupe del spincervino, della famiglia delle Ramnaceae, sono arrivate a maturazione pronte a preparare colori vegetali per tingere. Il Rhamnus catharticus del suo genere comprende più di 100 specie è un arbusto che cresce in abbondanza nei luoghi boscosi, le sue foglie si prestano alla stampa vegetale che lasciano un bel giallo dorato. Originario dell'Europa e dell'Asia, in Italia è presente in tutto il territorio ad eccezione della Sardegna, cresce ovunque fino ai 1000 mt. 

Ai margini di pinete, gineprai, pioppeti, ontaneti, faggete termofile, carpineti e acereti, ama i terreni calcarei mediamente umidi, con pH 5.5-8 anche con scarse qualità del terreno. Predilige esposizioni ombreggiate in mezzo a Salix alba, Euonymus europaeus, arbusti di Crataegus laevigata. La sua cortecciarossastra scura o grigia-scura metallica, spesso lucida per bande orizzontali sericee e lenticelle sparse; legno duro, di sgradevole odore nei giovani rami scortecciati.

Le foglie caduche membranose verdi lucide e glabre di sopra, più chiare sotto, ovali sub-opposte sui rametti dell'anno, con picciolo esile, il bordo dentellato. I fiori tetrameri giallo-verdastri ascellari. Il frutto una drupa schiacciata ai poli dal colore nero-violaceo a maturità di diametro di 5-8 mm, con 4 semi.

Le drupe contengono numerosi composti antrachinonici, sostanze coloranti e principi amari; gli stessi principi sono contenuti anche nella corteccia ed esplicano soprattutto un'azione purgativa, oltre che diuretica ed emetica, la specie viene considerata velenosa.(fonte Actaplantarum)

Da questo arbusto raramente un albero ho raccolto delle drupe a maturazione per estrarre del colore, e per farne della tintura. Le drupe anche note con il nome grana d'Avignone, grana di Persia e grana di Spagna, contengono flavonoidi. Note fin dall'antichità, venivano utilizzate diffusamente dal Medioevo a tutto il diciannovesimo secolo, per la tintura tessile e nell'arte della miniatura, raramente impiegate nelle tecniche a tempera e a olio, soprattutto per le velature, famoso è il verde vescica, ricavato dalle drupe mature e il giallo santo dalle drupe acerbe. Le ricette per la sua fabbricazione si trovano in vari trattati antichi, a partire dal "De arte illuminandi" (seconda metà XIV sec).(I buoni colori di una volta di Sergio Paolo Diodato)

I colori principali di questo arbusto sono il giallo che ci viene dalle foglie e il verde acido delle drupe mature. A seconda della maturazione delle drupe si possono ottenere diverse tonalità: le drupe verdi danno un giallo brillante, quelle mature un colore verde, troppo mature danno un colore rosso scuro. Questi colori sono resistenti al lavaggio con sapone.

Estrazione del colore

Ho raccolto le drupe già mature a Leonessa, su un raro albero di Rhamnus catharticus, insieme a rametti e foglie, per usare sia la drupa che le foglie.

Ho raccolto circa 3 etti di drupe che ho messo a bagno in 3 litri d'acqua demineralizzata, dentro una pentola di alluminio, per tutta la notte, il giorno successivo sul fuoco a sobbollire per circa 30 minuti, il colore verde si è subito rivelato. Nel mentre la pentola con le drupe faceva il suo corso ho messo insieme un pezzetto di viscosa mordenzata che ha mantenuto un bellissimo colore verde bottiglia! Scolato e diviso le drupe che ho messe all'interno di una calza, per finire di scolare bene, il liquido è stato rimesso sul fornello per circa una mezz'ora. 

Tintura

Per tingere la seta e una garza di lino ho voluto scegliere la colorazione che questa pianta mi regalava, attraverso l'aggiunta di minerali, così ho suddiviso una parte del liquido in parti uguali per fare diverse prove colore:

solfato di ferro, solfato di rame, allume, soda. 

solfato di ferro
solfato di ferro
solfato di rame
solfato di rame
Allume
Allume
soda
soda

Ho scelto il colore rivelato dal solfato di rame, aggiunto 6gr di solfato al bagno colore che ha virato verso un verde acido tendente all'oro, immerso la seta che ho tenuta in pentola per 30 minuti sotto ai 60°. Lavata con sapone neutro e asciugata. Ho poi immerso nel colore freddo una sciarpa di garza di lino per tre volte, poi l'ho lavata e asciugata, si è colorata di un bel verde.

Quando ho raccolto le drupe ho espresso il desiderio di usare il colore e testarlo con diversi sali e annotare i colori che si sarebbero rivelati, di queste varianti ho testato il lavaggio, ma no la solidità alla luce. Mi è piaciuto esplorare diversi metodi per estrarre il colore dallo spincervino. Questo arbusto contiene un arcobaleno di colori da esplorare!


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