Dionisia De Santis

"Piante spontanee nella tradizione erboristica mediterranea", di Dionisa De Santis, l'ideatrice di "Zephiro", il centro studi della flora spontanea e delle Arti Erboristiche Mediterranee, nel Cilento, la terra dove è nata e lavora, Dionisa De Santis, ci racconta la bellezza e la ricchezza, di un territorio che da sempre si offre alla sapiente pratica erboristica delle piante spontanee.

Il Cilento un area montuosa situata nella provincia di Salerno, nella zona meridionale  è una zona ricca di biodiversità e dal 1991 è diventato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e dichiarato Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Questa è una breve intervista sulle piante officinali e alimurgiche, del territorio del Cilento, per voce di Dinoisa De Santis, il cui nome, di origine greca, deriva da Diòniso figlio minore di Giove che era il dio della natura, del vino e dell'ebrezza. Il suo nome la sua vita! Esperta di botanica, di erboristica e fitoterapia, insomma le piante sono la sua famiglia. Impegnata nel campo della ricerca e della conservazione è autrice di diversi testi sulla botanica, ideatrice e responsabile di Zephiro Centro Studi per la Flora Spontanea e per le Arti Erboristiche Mediterranee, dove viene conservato un importante erbario didattico e una fototeca della flora spontanea, punto di riferimento per studiosi e appassionati, dove il contatto con la natura e il territorio avviene, anche, attraverso l'organizzazione di passeggiate naturalistiche.

ERBORISTERIA TRADIZIONALE MEDITERRANEA
E LA VISIONE SISTEMICA DELLA VITA

Le Piante Spontanee Officinali rappresentano uno straordinario patrimonio, sia dal punto di vista naturalistico che culturale, un tramite importante tra Natura e Cultura umana. Attraverso l'uso delle Erbe, infatti, riconosciamo la grande forza creativa della Natura, ma anche la saggezza dell'Uomo che ha imparato ad utilizzarle da tempi remoti.

Quando ci si occupa di fitoterapia o medicina naturale in genere, si intraprende un percorso di studi volto a comprendere e a comparare sistemi medici, molto complessi, e con differenti origini culturali, quali la Medicina Tradizionale Cinese, quella Tradizionale Indiana (Ayurvedica), la Tibetana e altre minori. 

Le cosiddette Medicine su base Antropologica i cui elementi costitutivi fondamentali risalgono ad un'epoca molto antica, ma che possiedono tutte, come caratteristica comune, una completa visione di insieme dell'Universo e dell'Uomo in esso integrato. Per quel che riguarda la cultura legata all'uso delle Erbe della nostra area geografica, ci riferiamo alla Medicina Filosofico-Tradizionale Mediterranea, una tecnica terapeutica utilizzata per millenni ed ampiamente verificata. Un insieme di conoscenze che arriva a noi attraverso gli scritti di Ippocrate, di Galeno, di Avicenna e dei grandi medici dalla Scuola Salernitana; un sistema medico molto antico, ma anche meravigliosamente moderno: la Tradizione Erboristica Mediterranea possiede una validità attuale per il metodo olistico, per l'approccio sistemico e per la sintonia con la visione quantistica della realtà. Una concezione di usare le piante tenendo conto del loro temperamento e dei gradi di calore o umidità, in modo da temperare gli squilibri energetici dell'organismo, un metodo di usare le piante che trova conferma in molti studi scientifici e clinici recenti. Infatti, la fitoterapia moderna occidentale, deriva proprio da questo antico patrimonio di conoscenze. Ed ecco che le distanze cronologiche perdono di importanza, soprattutto quando, la nostra antica Tradizione Medica, non solo ci insegna ad utilizzare le piante medicinali, ma anche a vivere in armonia con la Natura. 

I principi della Tradizione Medica Mediterranea aprono ad un approccio assai ampio al concetto vita; avviano ad un percorso interiore, ad un cambiamento di percezione, volto sia al funzionamento dell'essere umano nella sua interezza, sia ai suoi rapporti con il mondo e con l'essenza di ogni forma di vita. Una tradizione millenaria nella quale troviamo anche le basi della Dieta Mediterranea dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. A questo proposito occorre ricordare che in passato non esisteva nessuna distinzione tra piante medicinali e piante commestibili, la gastronomia seguiva sempre dei principi scientifici per preparare cibi "equilibrati" adatti a conservare la salute. La base di questa scienza è la Dottrina Umorale, fondamento teorico della pratica medica pre-industriale dell'Occidente. Le piante officinali, dunque, sono delle guide speciali di un territorio, imparare a distinguerle e a utilizzarle non è un semplice ritorno al passato di tipo nostalgico, ma una logica e normale necessità per chi vuole vivere nel rispetto della Terra, della Biodiversità e garantire la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali.

Tratto dal testo: Piante Spontanee nella Tradizione Erboristica Mediterranea, di Dionisia De Santis, edito da Zephiro, Centro Studi per la Flora Spontanea e Arti Erboristiche Mediterranee in Cilento.

per informazioni scrivere a: zefiro.associazione@gmail.com