Equisetum arvense L.

Una pianta tanti colori

L'Equiseto è un "fossile vivente", una delle prime piante apparse sulla terra, circa 300 milioni di anni fa (Devoniano superiore) ed è una delle prime piante vascolari, "cugina" delle felci.

Chi descrisse dettagliatamente la pianta dell'Equiseto,  fu Dioscoride, medico, farmacista e botanico greco che esercitò la sua arte a Roma al tempo di Nerone, noto principalmente come autore del trattato Sulle erbe mediche.

L'etimologia della parola "equiseto" deriva da due termini latini: "equi" (di cavallo) e "saeta" (crine, pelo); significa, quindi, pelo di cavallo. Il termine si riferisce alla durezza delle "foglie".

L'equiseto appartiene alla famiglia delle equisetacee (Equisetaceae). Le equisetacee fanno parte, della divisione delle pteridofite, piante crittogame vascolari, piante prive di organi riproduttori visibili,a cui appartengono specie come felci, licopodi e equiseti che non si riproducono tramite seme, ma utilizzano le spore. 

Queste piante sono cormofite, costituite da un fusto, vere radici e foglie, e posseggono un sistema vascolare. L'equiseto è una pianta perenne ha un rizoma sotterraneo nerastro, molto ramificato da cui si sviluppano due tipi di fusto.

Il terreno ideale per la crescita dell'equiseto sono incolti umidi e sabbiosi, sponde di corsi d'acqua, fossi, campi coltivati, bordi stradali, acquitrini, greti dei torrenti.

Le parti verdi dei fusti sterili della pianta contengono una forte quantità di acido silicico, acido ossalico, malico e aconitico, sali di potassio, saponoside, equisetonina, flavonoidi, tannini.

L'associazione di questi componenti, nell'estrazione del colorante, favorisce una varietà di sfumature che vanno dal fulvo al rosa, fino ai toni dei giallo-verdi.

L'estrazione del colore

L'idea di provare la tintura d'equiseto, me l'ha data anni fa la mia tisana che avevo preprato raccogliendo la pianta a fine giugno e messa a essiccare, poi spezzettata. Nell'acqua calda, il macerato dava una bella colorazione rosa all'acqua, questo mi ha incoraggiato nel preparare il colore con l'equiseto, per vedere che colore dava ai tessuti.

La parte che ho utilizzata sono i cauli che si formano in primavera-estate. A luglio ne ho raccolto circa 500gr di equiseto arvense, sminuzzato e messo a macerare in 5 litri d'acqua piovana, per una notte, anche se l'equiseto per la sua composizione non si presta a macerazione a freddo. Messo poi a bollire per due ore, filtrato e rimesso a bollire per altre 3 ore, al termine l'ho lasciato riposare il liquido un giorno intero. Il giorno seguente ho aggiunto al bagno colore 200 cl di aceto bianco e posto sul fuoco molto basso.

Come prima tintura, ho immerso, la seta bianca senza mordente per un ora, a 60°, ho lavato la seta con acqua tiepida e asciugata.

La seconda tintura è stato un telo di cotone, con il mordente di allume e posto a bollire per un ora nello stesso bagno colore.

La terza tintura, un telo di bambù mordenzato con allume, messo nel bagno colore a freddo.

Tre diverse colorazione sono uscite dai vari bagni, la seta si è colorata di un bellissimo rosso salmone ha avuto una buona resistenza al lavaggio; il cotone ha raggiunto un colore rosa salmone molto delicato; il telo di bambù ha raggiunto un giallo-verde chiaro.



L'equiseto lascia posto a molteplici variabili, cambiando i tempi dei bagni e variando la mordenzatura con i sali minerali, può raggiungere una bella colorazione intensa.