I cardi

di Sara De zucco

La simpatia che nutro verso i cardi non è dissimile da quella verso i caratteri schivi: mondi impenetrabili, ben custoditi dietro una scorza di spine.

Nel termine generico di "cardo" si fanno rientrare piante erbacee di vari generi, a volte molto diverse, accomunate dalla spinosità di qualche loro parte (foglie, fusto, l'involucro alla base dell'infiorescenza).

La scelta di inserire nel giardino naturale dei cardi non viene solo da una personale simpatia per queste piante: i cardi sono una vera goduria per tanti insetti, ma anche uccelli (che si cibano dei semi); hanno un robusto apparato radicale in grado di penetrare e "decompattare" i suoli più tenaci; hanno portamento e sfoggiano forme molto ornamentali.

Li si considera dei flagelli per la pastorizia: rifiutati dagli erbivori, acquistano in breve un vantaggio selettivo sulle altre erbe, rendendo i pascoli inospitali alle mandrie. L'adattabilità di molte specie a crescere su vari tipi di suolo, la capacità di colonizzare estesamente anche terreni poveri o aree soggette a frequenti perturbazioni macchia i cardi della cattiva nomea di terribili infestanti; eppure, quanto sono importanti proprio su suoli degradati o instabili, ove apportano sostanza organica, migliorano la fertilità del terreno e contrastano l'erosione!

In giardino la loro temutissima invasività può essere efficacemente controllata rimuovendo i vistosi capolini a fine fioritura, operazione poco laboriosa con specie dalle infiorescenze portate isolatamente sugli scapi fiorali (Cardo Rosso, Carduus nutans L.; Cardo Mariano, Sylibum marianum L.; Onopordo, Onopordum spp).

Carduus nutans
Carduus nutans

La Scarlina, Galactites tomentosus Moench, è un'asteracea bienne come le specie sopra citate, ma a differenza di quelle ha infiorescenze a mazzetti, a maturazione asincrona. Bella per il tomento che la riveste (il nome del genere deriva dal greco "gála-gálaktos" = latte, in riferimento alla lanugine bianca che ricopre parti del fusto e la pagina inferiore delle foglie); bella per le foglie profondamente incise, dai margini spinosi e di colore verde con fine variegatura bianca.  I capolini fiorali, bianco rosato / lilla, ricordano un fiordaliso.

Carduus nutans è pianta biennale, alta 40-100 cm; ha foglie incise e dai margini acutamente spinosi; il fusto, percorso da ali spinose, ha ramificazioni che portano all'estremità i capolini fiorali isolati (Ø: 3-5 cm). La specie "nutans" è molto variabile morfologicamente e presenta numerose sottospecie. In natura è facile imbattersi in individui di difficile determinazione, originati da scambi genetici tra le varie sottospecie o per ibridazione con altre specie (anche di generi diversi). Le varie sottospecie si possono distinguere per lunghezza e forma delle squame spinose dell'involucro o per la profondità delle incisioni delle foglie o per la dimensione del capolino fiorale (esistono sottospecie con capolini più piccoli, di Ø inferiore ai 3 cm).

Galactites tomentosus
Galactites tomentosus
Galactites tomentosus
Galactites tomentosus

Galactites tomentosus, come altri tipi di cardo, è molto apprezzata da imenotteri e lepidotteri e fornisce un utile contributo alla biodiversità in giardino.La Scarlina offre il meglio di sé lasciata espandersi naturalmente in aree indisturbate del giardino, assolate e asciutte, dove formerà una macchia rosata tra le erbe alte. In queste condizioni, il seme (achenio munito di pappo piumoso) tende a non "viaggiare" lontano dalla fonte, essendo frenato dalla comunità vegetale (la Scarlina a malapena raggiunge il metro di altezza); il pappo facilmente si stacca, lasciando cadere a terra l'achenio. Da questo momento saranno le formiche a determinarne la storia futura.

Il Cardo dei Lanaioli (Dipsacus fullonum L.) è una caprifoliacea bienne, pianta imponente che svetta fin poco oltre i 2 mt di altezza, con fusti slanciati e spinosi. Su questi, le foglie sono opposte e saldate a 2 a 2 alla base (connate), formando conche entro cui si raccoglie l'acqua piovana (il nome del genere deriva dal greco "dípsa" = sete, in riferimento alla conca tra le foglie connate).

 La conca tra le foglie connate del fusto, ripiena di acqua piovana, potrebbe rappresentare una trappola per i parassiti che risalgono il fusto. È anche possibile che la pianta ne benefici come sistema di dispersione del calore attraverso l'evaporazione dell'acqua raccolta. In ogni caso queste "cisterne" rappresentano una fonte di idratazione per l'entomofauna, per uccelli e rettili.

Dipsacus fullonum L.
Dipsacus fullonum L.

Foglie e fusti sono armati di spine. Le rigide ed appuntite brattee calicine dei singoli fiori, riuniti in infiorescenza ovoidale, rendevano quest'ultima un utile strumento per cardare la lana. La fioritura ha inizio all'equatore dell'infiorescenza e prosegue verso i poli opposti.

I frutti sono acheni dalla forma allungata, molto ricercati dagli uccelli, come i cardellini.

Il Cardo dei Lanaioli cresce bene nei fossati umidi e ricchi di depositi umiferi, così come nei prati secchi e poveri o negli ambienti ruderali. Le abbondanti fronde spinose inevitabilmente si appigliano al pelo degli animali, venendo così scosse al loro passaggio; il vento sollecita le alte cime: questi movimenti catapultano il seme anche a diversi metri di distanza dalla fonte. 

Gli uccelli danno il loro importante contributo alla disseminazione. Ne viene che Dipsacus fullonum sa essere una vera bella infestante, a meno di non raccogliere le infiorescenze a fine fioritura, farle essiccare e conservarle per delle originali composizioni ornamentali.