QUESTIONE DI GUSTI:

IL CLINOPODIO DEI BOSCHI ED I SUOI IMPOLLINATORI


Xylocopa violacea su Clinopodium vulgare
Xylocopa violacea su Clinopodium vulgare

Il clinopodio dei boschi (Clinopodium vulgare L.) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Cresce in posizioni di parziale ombreggiamento, nelle radure boschive ma anche al margine di siepi. Gradisce un suolo con buona disponibilità di sostanza organica, senza eccessi di umidità, né arido d'estate. Tollera moderatamente la siccità grazie alla pubescenza di foglie e steli, che cattura l'umidità atmosferica e limita la traspirazione. Gli steli fiorali, alla base, tendono ad irrobustirsi e ad emettere radici ai nodi; in questo modo, la pianta si espande progressivamente.

Clinopodium vulgare L
Clinopodium vulgare L

I singoli fiorellini rosa, lunghi 12-14 mm, sono ammassati (10-20 unità) in verticilli larghi e globosi, che si succedono lungo gli steli fiorali. Le numerose bratteole lineari alla base di ogni verticillo ed il calice dentato dei singoli fiorellini danno ai verticilli un aspetto di morbido pon-pon. Se si coltiva il clinopodio dei boschi all'ombra di un arbusto frondoso, i lunghi steli fioriti punteggeranno il buio di tante macchiette di luce: i singoli fiorellini sembreranno le pennellate in un quadro d'arte macchiaiola.

La fioritura del clinopodio dei boschi inizia a giugno e può protrarsi fino a settembre.    L'ape mellifera, i bombi e le farfalle non sembrano apprezzarla e volano oltre.               Poco male, dato che una schiera di contendenti è già pronta a farle visita.

Xylocopa violacea L.
Xylocopa violacea L.

L'ape legnaiola (Xylocopa violacea L.) è all'opera da tempo, quando compaiono le prime fioriture del clinopodio dei boschi. È una grande ape solitaria ed è tra i primi insetti impollinatori a comparire a fine inverno, protetta dalla fine pubescenza del corpo nero dai riflessi violacei. Visita un'ampia varietà di fiori, che saccheggia di polline e nèttare e, al contempo, ne favorisce l'impollinazione.                              La femmina depone le uova in gallerie scavate nel legno (è anche detta ape carpentiera): entro cellette separate alloca un singolo uovo e una riserva di polline e nèttare. Il vasto repertorio di specie botaniche di cui si serve e l'ampio periodo di attività la rendono un impollinatore non meno importante della comune ape domestica o del bombo.

In principio dell'estate, negli spazi aperti e luminosi, l'abbondanza di fioriture richiama         i ditteri impollinatori: Sirfidi e Bombilidi sono molto attivi nel visitare fiori di specie diverse; gli adulti si nutrono di polline e nèttare, mentre le larve di molte specie vivono a spese di altri insetti. Sono abili volatori e le loro evoluzioni aeree con spostamenti brevi, a scatto, in ogni direzione e accompagnate da un vivace ronzio attirano facilmente l'attenzione. Molte specie ricorrono all'inganno per farla franca dall'incontro con potenziali predatori: si mascherano da vespe o api, insetti che pungono, per scoraggiare gli aggressori (mimetismo batesiano).

Episyrphus balteatus De Geer
Episyrphus balteatus De Geer

Il dittero Sirfide Episyrphus balteatus può spostarsi in volo anche all'indietro e rimanere perfettamente immobile a mezz'aria con tempo ventoso. Le larve di molte specie di Sirfidi sono predatrici di afidi e di altri insetti fitofagi, per cui rivestono un ruolo molto importante nel loro controllo e sono utilizzati come ausiliari nella Lotta Biologica ai parassiti vegetali. La presenza di adulti in volo è indicatrice di biodiversità; infatti, la fecondità delle femmine è strettamente legata ad una dieta ricca in polline e laddove esista un'ampia disponibilità di piante in fiore l'attività riproduttiva sarà maggiore.

Bombylius major L.
Bombylius major L.

Il dittero Bombilide Bombylius major ha corpo tozzo e peloso, che ricorda un bombo (ma più piccolo) e quando si alimenta resta fermo in volo sul fiore, senza posarsi, con il lungo apparato boccale proteso in avanti. Le larve dei Bombilidi si comportano prevalentemente da parassitoidi (una forma di parassitismo che sfocia nella predazione) degli stadi preimmaginali (che precedono lo stadio adulto negli insetti che subiscono metamorfosi) di diversi insetti.

La presenza di insetti impollinatori dipende dalla "appetibilità" dei fiori (in termini di polline e nèttare), dal clima e dalla dinamica di popolazione delle specie entomologiche.           Se, come osservato, il clinopodio dei boschi già seleziona i suoi impollinatori, è pur vero che questi vi sono richiamati numerosi dalla compresenza in area di altre specie fiorite: la coesistenza di specie botaniche diverse a fioritura sincrona aumenta la gamma di gusti a disposizione, richiama i pronubi in quantità e ne favorisce la moltiplicazione in loco.

La biodiversità floristica è il primo passo verso l'instaurarsi di una comunità entomologica mista, al cui interno si instaureranno equilibri tra insetti zoofagi ed insetti fitofagi che conterranno il danno arrecato da quest'ultimi. In Agricoltura Biologica, ad esempio, è d'obbligo mantenere nell'intorno delle aree coltivate fasce di vegetazione spontanea.

Castelluccio di Norcia
Castelluccio di Norcia