La via dell'Incenso

La via dell'Incenso, oggi è Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, all'inizio del III secolo aC al II aC, iniziò a percorrere la rotta commerciale che dall'Egitto arrivava in Medio Oriente fino a raggiungere l'india. Un viaggio lungo che obbligava a molte soste, la via dell'incenso, percorreva territori e incontrava città, mescolando colori, spezie e culture diverse.

Attraverso la via dell'incenso, un tragitto obbligato, la storia ci racconta di piante e spezie preziose più dell'oro. L'Incenso una resina che proviene dall'Oman meridionale, nel Wadi Hadramawt nello stato dello Yemen e nella parte settentrionale della Somalia, da secoli produttori di spezie, in particolare incenso e mirra. Viaggiavano con carovane di mercanti che a dorso di cammelli, attraversavano l'intera penisola arabica, su percorsi pericolosi, dal territorio di Oman, fino a Petra, per arrivare al Mediterraneo, a collegare mondi e culture diverse, attraverso la migrazione delle spezie e dei profumi. 

Spezie rare ed esotiche per uso alimentare, mirra e incenso per la preparazione di cosmetici e sale per la conservazione e le preparazioni alimentari. Il mondo mediterraneo con le località arabe in cui si vendevano franchincenso e mirra che producevano incenso e spezie, videro il declino di questo itinerario quando greci e romani decisero di trattare direttamente con l'India percorrendo antiche rotte marittime. 

Boswellia sacra "L'incenso"

L'incenso è una gommoresina odorosa che, bruciando, profuma l'aria. Sotto forma di gocce l'incenso viene estratto incidendo la corteccia della Boswellia, si solidifica al contatto con l'aria. La prima secrezione della pianta viene gettata via, la seconda è ritenuta mediocre, soltanto la terza è il prezioso incenso, conosciuto fin dall'antichità da popoli di lingue e culture diverse. L'incenso è legato ad una ricca simbologia profana e religiosa. L'Oman ne è ricco e per i coltivatori questa pianta rappresentava il simbolo della vita e della civiltà, a testimoniare la loro storia di estrattori della resina. La raccolta della resina, chiamata anche olibano, si fa in primavera. L'incenso era prezioso più dell'oro e i luoghi di produzione erano tenuti segreti.

La Boswellia è una pianta arborea sempreverde molto diffusa in India, Pakistan e nei Paesi dell'Africa orientale oltre a quelli arabi, usata in erboristeria a scopo curativo, dal cui tronco si ricava l'incenso. Appartiene alla famiglia delle Burseraceae e comprende una trentina di specie. Raggiungere i 5-6 metri di altezza, ha una chioma folta ha foglie composte imparipennate, caduche solo nel periodo di maggiore caldo, cessa l'attività vegetativa. Nel restante periodo dell'anno fiorisce, producendo un'infiorescenza a racemi, fatta di piccoli fiori bianchi. Dalla sua corteccia incisa si ricava una resina preziosa: "l'Incenso".

Santalum album "Il Sandalo"

Un albero utilizzato, coltivato e commercializzato per molti anni, attribuendo al sandalo, grande importanza per le qualità profumate e medicinali. Per questi motivi è stato ampiamente sfruttato, al punto che allo stato spontaneo rischia l'estinzione. Il suo commercio comporta ancora prezzi elevati per l'uso dell'olii essenziali. La pianta è ampiamente coltivata, sebbene il raccolto si può fare dopo 40 anni, la parte centrale dell'albero, il durame, è l'unica parte dell'albero utilizzata per la sua fragranza, la raccolta comporta diverse fasi di stagionatura e lavorazione, aumentandone il valore commerciale. La specie è minacciata dallo sfruttamento, da oltre duemila anni il sandalo viene usato come olio e come legno nelle pratiche religiose e come materiale per costruire templi. Nello stato indiano meridionale del Karnataka, tutti gli alberi del sandalo di dimensioni superiori a una circonferenza specificata dalle autorità forestali sono di proprietà dello stato e ne è vietato il taglio, anche nelle proprietà private.

Santalum album è un albero sempre verde, della famiglia delle Santalaceae, originario dell'Asia e dell'Australia, allo stato spontaneo, viene coltivato in molti paesi caratterizzati da un clima caldo-umido, come India, Cina, Indonesia, Malesia, Filippine, Oceania. Coltivato anche per ornamento per la sua bella chioma, corteccia da grigio scuro a quasi nero, ruvida con brevi fessure verticali, tronco eretto, il legno di colore giallo o bianco, ricco di un olio dal profumo muschiato inconfondibile che è tanto più intenso quanto più l'albero è vecchio. Le foglie semplici opposte e di forma ovata-lanceolata con apice leggermente appuntito, lucide di un verde brillante quelle superiori i margini sono lisci, mentre quelle inferiori soni di colore verde pallido. I fiori bisessuali, rosso-porpora, in cembi ascellari e terminali, il frutto una drupa, 8-12 mm di diametro, globoso, nerastro-viola. Fiorisce e fruttifica da novembre a dicembre. 

Commiphora myrrha "La Mirra"

La mirra viene raccolta nei luoghi di produzione tutto l'anno tranne che nei mesi più caldi, il periodo che va da giugno a settembre; per aumentarne la resa, i raccoglitori praticano incisioni su tutta la pianta, dalle radici ai rami più alti. La resina essudata dal tronco viene raccolta dopo 3 settimane, quando è ben solidificata e facilmente staccabile e poi viene lasciata maturare per 3 mesi per completarnel'indurimento. Inizialmente di colore giallastro, con il tempo la resina assume un colore tendente al marrone scuro. La mirra, insieme all'incenso, è stata una delle prime essenze odorose utilizzate dall'uomo per usi religiosi, medicinali e cosmetici. Nell'antico Egitto la mirra era bruciata nei templi in grandi quantità e usata nel processo di mummificazione dei corpi, una materia preziosa dal valore inestimabile. 

La mirra è una resina prodotta da alberi spinosi del genere Commyphora varietà Mirrha, appartenente alla famiglia botanica delle Burseracee. È presente sia nella regione orientale dell'Africa (Somalia, Eritrea ed Etiopia), sia in Sud Arabia, Yemen ed Oman. Il genere Commiphora, comprende circa duecento specie tra arbusti e alberi. Sono piante con fusto legnoso, dalla corteccia spesso chiara e tendente all'argentato, con piccole foglie caduche, tondeggianti o lobate, che spuntano a ciuffi dai rami. Spesso sono dotati di spine, che servono soprattutto come difesa. Molte di queste piante hanno sviluppato un largo caudice alla base del tronco, organo di riserva, così da sopravvivere ai periodi più caldi. La pianta cresce fino a 3 metri di altezza, anche se si conoscono forme nane, con foglie dentate verdi. Nella corteccia si formano naturalmente spaccature, dalle quali la resina essuda naturalmente, ma la resa aumenta con le incisioni. La raccolta della resina di mirra, come quella dell'incenso, viene raccolta incidendo la corteccia e lasciando che la resina fuoriesca e si indurisca, in due o tre settimane. A questo punto può essere staccata e raccolta. Questo metodo, ancora in uso oggi. L'odore è caratteristico, caldo-balsamico, dolce e con toni speziati, aromatico e pungente quando la resina è fresca; il sapore è aromatico, amaro, aspro. La Somalia è il più grande esportatore al mondo.