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Nel bosco a gennaio

Viola mammola

Viola odorata L.

La Viola famiglia delle violaceae, comprende circa 400 specie erbacee annuali. Il nome generico vola deriva dal greco e si riferisce al colore intenso, il nome specifico mammaola significa dolce profumo. La viola mammola è una piccola pianta peranne che fiorisce in primavera si presenta con una forma a rosetta, nasce nel sotto bosco, la sua radice è un rizoma. Le fogle verdi scure a volte striate bluastre cuoriformi, i fiori profumati con calicie e petali ovali, il suo colore è un viola intenso, sboccia tra febbraio fino a aprile inoltrato, predilige luoghi erbosi ed incolti ai margini dei boschi tra siepi e prati, adatta ad esser coltivata nei giardini.

Pianta officinale si usano foglie, fiori e rizomi: le foglie in decotto hanno blande proprietà lassative; i fiori, sono utilizzati per infusi e sciroppi e possiedono doti antinfiammatorie e depurative, considerati uno dei migliori rimedi contro bronchiti, pleuriti, tosse e catarro. Le radici si usano per decotti espettoranti e come lassativo.

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Primula

Primula vulgaris Huds.

La primula appartiene alla famiglia delle Primulaceae, che comprende circa 500 specie, diffusa esclusivamente nella zona temperata boreale. Il nome del genere deriva dal latino “primus” per indicare che è il primo fiore primaverile a sbocciare, mentre il termine specifico significa: “comune”. E’ una pianta perenne o bienalle, ha foglie disposte a rosetta basale dalla forma spatolata dentata al margine sono verdi e rugose, la radice rizomatosa piccola con numerose radichette. I fiori dalla forma ad imbuto sono numerosi e poco profumati dalla corolla giallo pallido con sfumature aranciate alla fauce. La fioritura inizia a febbraio e s’inoltra fino a maggio, ama prati e boschi di latifoglie, faggete, quercete, carpineti, specie spontanee del conitinente europeo, nella regione Caucasica, dell’Asia minore e nel nord Africa.

Pianta officinale e commestibile è apprezzata per le sue qualità medicamentose, espettorante antiinfiammatoria, analgesica; le fogie usate in decotto contro i dolori reumatici, i rizomi in infusi curavano l’emicrania.

Tutta la pianta essiccata si usa per aromatizzare vini e tisane. I fiori canditi servono a decorare dolci e per insolite insalate. 

Il Bosco

Il Bosco

Una giornata di sole è l’ideale per una passeggiata nel bosco d’inverno, dove il sole s'insinua facilmente tra i rami spogli già carichi di gemme, e dove lo sguardo penetra lontano fino ad immaginare i confini del bosco. Un sentiero, tra i rami spezzati e piccoli dossi s’insinua e s’inerpica tra gli alberi, crepitano morbidi i passi, su un tappeto di foglie secche: farnia, rovere e quercia rossa mescolate a foglie d'aceri e castagno, insieme al profumo del muschio c’introduce nell’atmosfera magica del bosco.

In questo periodo dell’anno nel bosco riusciamo a vedere vecchi tronchi e sporgenze rocciose che durante la primavera e l’estate sono celati dalla fitta vegetazione di rovi e vitalba; come per magia prendono forme di gnomi, folletti e animali mitologici che nella nostra fantasia sono i veri abitanti dei boschi.

   

Il bosco è spoglio e brullo, gli alberi quasi tutti hanno perso le ultime foglie, lasciando rami ignudi, ma già pieni di nuove gemme che a primavera saranno foglie, frutti, o giovani rami. Alcuni tronchi avvinghiati da spire d’edera, attendono la primavera per mostrare una nuova chioma rigogliosa.

 

Nel sotto bosco, la natura lentamente inizia a svegliarsi, si vedono già i fiori degli ellebori, le foglie nuove puntinate della pulmonaria, le primule che presto fioriranno, foglie di erba trinità, spuntano le nuove foglie di violette e già se ne sente il dolce profumo.

  

Si fanno strada a casaccio, stoloni rampicanti di rovo che non hanno perso il loro vigore infestante, liane secche di clematis vitalba imbrogliano i sentieri, la fusaggine mette le prime foglie, mentre nei luoghi umidi e in ombra, armonia di felci colorano di verde, insieme al muschio i tronchi abbatuti, dove funghi Trametes versicolor trovano un habitat ideale.